LT1 e LT2: le soglie di riferimento per l’allenamento di endurance

LT1 e LT2: le soglie di riferimento per l’allenamento di endurance

18 Maggio 2026 Metodologia dell'allenamento 0
LT1 e LT2: le soglie di riferimento per l’allenamento di endurance
LT1 e LT2: le soglie di riferimento per l’allenamento di endurance

Nel mondo dell’allenamento esistono due parametri fisiologici fondamentali per comprendere la risposta dell’organismo allo sforzo: la soglia aerobica, generalmente indicata come LT1, e la soglia anaerobica, indicata come LT2.

Le classiche zone di allenamento (Z1–Z7), basate su percentuali di frequenza cardiaca o potenza o passo, non rappresentano sempre in modo accurato i reali domini fisiologici dell’esercizio. Questo può limitare la capacità di interpretare correttamente la distribuzione dell’intensità e, di conseguenza, lo stimolo allenante.

LT1 e LT2 permettono invece di identificare i principali punti di transizione del metabolismo energetico e definiscono le tre macro-zone utilizzate per programmare e analizzare il carico di lavoro.

Perché LT1 e LT2 sono importanti per coach e atleti

L’integrazione di LT1 e LT2 consente di passare da una lettura puramente numerica a un’analisi basata sulla fisiologia dell’esercizio. In questo modo, i dati di allenamento vengono collegati direttamente ai domini in cui si genera lo stimolo, permettendo:

  • una lettura più precisa dell’intensità
  • una migliore interpretazione della distribuzione del carico
  • una comprensione più chiara dei possibili adattamenti fisiologici associati


È tuttavia importante ricordare che la relazione tra intensità e utilizzo dei substrati energetici è continua e non suddivisa in compartimenti con confini così precisi, come spesso viene semplificato all’interno dei software. Non esistono infatti vere “zone metaboliche pure”: i diversi domini sono tra loro interconnessi e interagiscono costantemente, definendo una transizione graduale e continua.

Le soglie utilizzate rappresentano quindi solo riferimenti pratici e operativi per interpretare e circoscrivere questa continuità.

Come il modello a 3 zone si integra nel sistema a 7 zone

I modelli a 3 zone o a 7 zone non sono alternativi, ma complementari.

Il primo descrive i cambiamenti fisiologici, mentre il secondo traduce questi stessi fenomeni in zone operative di allenamento. Si tratta quindi di due modi diversi di leggere lo stesso sistema: uno legato alla fisiologia, l’altro pratico da campo.

Come il modello a 3 zone si integra nel sistema a 7 zone

Zona A – Dominio Aerobico

Intensità bassa, < LT1
Zone di allenamento: Z1 e Z2

Zona B – Sistema Misto

Intensità moderata, tra LT1 e LT2
Zone di allenamento: Z3 e parte della Z4

Zona C – Dominio Anaerobico

Intensità alta, > LT2
Zone di allenamento: parte delle Z4 e tutte le zone superiori (Z5-Z6-Z7)

Cosa cambia in CoachPeaking

Con gli ultimi sviluppi, CoachPeaking integra LT1 e LT2 come riferimento centrale per l’analisi degli allenamenti, rendendole operative in tutto il sistema.

Le soglie possono essere:

  • modificate manualmente dai coach sulla base di test specifici o di laboratorio
  • stimate automaticamente tramite algoritmi proprietari
ultimi sviluppi coachpeaking

Una volta definite, diventano un riferimento trasversale per l’analisi dell’allenamento e permettono una lettura più completa della distribuzione dell’intensità. L’impatto di questa integrazione si riflette in particolare su due livelli:

  • riepilogo generale, utile per osservare la distribuzione del carico nel microciclo settimanale
  • analisi della singola sessione di allenamento, utile per capire in quale dominio è stato prodotto lo stimolo allenante

L’analisi post-allenamento permette ora di analizzare l’allenamento da tre diverse prospettive, migliorando sia la capacità decisionale del coach sia la comprensione da parte dell’atleta

  • distribuzione nelle classiche training zones (Z1-Z7)
  • modello fisiologico a 3 zone basato su LT1 e LT2
  • cluster predefiniti

Vuoi vedere come funziona all’interno della piattaforma?

La nuova funzionalità è già disponibile in CoachPeaking.

Per accompagnarne l’utilizzo abbiamo preparato anche una guida pratica dedicata:

→ Leggi la guida rapida su LT1 e LT2 in CoachPeaking

Un’analisi più coerente con la fisiologia dell’esercizio

Con l’integrazione di LT1 e LT2, l’analisi del carico diventa più completa e aderente ai reali domini fisiologici dello sforzo. Non si tratta semplicemente di aggiungere un parametro, ma di introdurre un modello di lettura dell’allenamento che migliora la comprensione dei dati e la qualità delle decisioni.

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