Guida pratica alla Durability su CoachPeaking

Guida pratica alla Durability su CoachPeaking

30 Luglio 2026 Allenatore Atleta Tutorial 0
Copertina della guida pratica per leggere e interpretare la Durability su CoachPeaking.

La Durability descrive la capacità di mantenere la prestazione con l’accumulo della fatica. In questa guida scoprirai come leggere e interpretare la Durability analizzando il Power Profile di una singola seduta e utilizzando lo storico per monitorarne l’evoluzione nel tempo.

L’obiettivo non è osservare un singolo numero, ma capire come cambia la prestazione dopo aver accumulato 1000, 2000 e 3000 kJ di lavoro.

Come funziona la Durability su CoachPeaking

Schema della Durability su CoachPeaking con Power Profile da fresco e dopo 1000, 2000 e 3000 kJ di lavoro accumulato.

Durante ogni allenamento o gara il lavoro si accumula progressivamente. Al raggiungimento delle soglie di 1000, 2000 e 3000 kJ, CoachPeaking registra tutti i Mean Maximal Power (MMP) espressi dopo ciascuna soglia di lavoro.

Un singolo allenamento, però, difficilmente contiene prestazioni massimali su tutte le durate. Potresti registrare uno sprint massimale di 15 secondi, una salita affrontata al massimo di 5 minuti, ma non avere riferimenti realmente massimali sulle altre durate.

Per questo motivo ogni allenamento contribuisce ad arricchire il database. Nel tempo, CoachPeaking costruisce automaticamente un Power Profile della Durability sempre più completo, selezionando i migliori MMP registrati dopo 1000, 2000 e 3000 kJ di lavoro accumulato.

Come leggere il Power Profile della Durability

Per visualizzare la Durability apri l’analisi della seduta e accedi al Power Profile. In base alle impostazioni selezionate, puoi visualizzare la curva Fresh e quelle dopo 1000, 2000 e 3000 kJ di lavoro accumulato.

La curva Fresh rappresenta il miglior Power Profile espresso nella seduta, mentre le altre curve mostrano come i Mean Maximal Power (MMP) cambiano con l’accumulo della fatica.

Power Profile che confronta la prestazione da fresco e dopo l'accumulo di fatica nel ciclismo

Non è necessario confrontare tutte le durate. Concentrati sugli MMP realmente significativi per quella seduta, cioè sugli sforzi eseguiti al massimo o sulle durate più vicine al modello prestativo dell’atleta. Il confronto tra le curve permette di individuare rapidamente su quali durate la prestazione si riduce maggiormente.

Lo storico della Durability

La tabella della Durability permette di andare oltre il singolo allenamento. Mentre il Power Profile della seduta descrive la prestazione espressa in quel giorno, lo storico costruisce progressivamente un Power Profile sotto fatica sempre più completo, utilizzando i migliori Mean Maximal Power (MMP) registrati dopo 1000, 2000 e 3000 kJ di lavoro accumulato. È questo il riferimento più affidabile per valutare la Durability dell’atleta e la sua evoluzione nel tempo.

Tabella della Durability su CoachPeaking con i migliori Mean Maximal Power (MMP) da fresco e dopo 1000, 2000 e 3000 kJ di lavoro accumulato

Per ogni durata 5″, 15″, 30″, 1′, 3′, 5′, 12′, 20′, 30′ e 60′ CoachPeaking memorizza il miglior valore ottenuto nei vari periodi selezionabili (3 mesi, Anno e All Time). Non è necessario che questi riferimenti provengano dalla stessa seduta. Al contrario, nella maggior parte dei casi vengono costruiti combinando le migliori prestazioni ottenute in allenamenti e gare diverse.

Ad esempio, una seduta può contribuire con uno sprint di 15″ dopo 1000 kJ, un’altra con un miglior 5′ dopo 2000 kJ e un’altra ancora con un nuovo riferimento sui 20′ dopo 3000 kJ. Confrontando i periodi disponibili, 3 mesi, Anno e All Time, puoi verificare se la capacità di mantenere la prestazione sotto fatica sta migliorando, è stabile oppure è diminuita nel tempo.

Il contesto conta: i kJ non raccontano tutta la storia

Gli MMP mostrano il risultato. La telemetria spiega come ci sei arrivato.

Raggiungere 1000, 2000 o 3000 kJ non significa aver accumulato sempre la stessa fatica. Due allenamenti possono produrre lo stesso lavoro totale, ma attraverso distribuzioni dell’intensità molto diverse.

Per questo motivo la Durability va interpretata insieme alla telemetria. CoachPeaking permette di analizzare indicatori come la distribuzione dell’intensità, la variabilità dello sforzo e la percentuale di lavoro sopra la Critical Power, aiutando a comprendere il contesto che ha generato quella prestazione.

Telemetria di CoachPeaking con andamento di potenza, frequenza cardiaca e lavoro accumulato per interpretare il contesto della Durability.

Cosa significa il Delta %

Il Delta % rappresenta il decadimento della prestazione dopo aver accumulato una determinata quantità di lavoro. Ad esempio:

  • 20 minuti da fresco: 350 W
  • 20 minuti dopo 2000 kJ: 320 W

Il decadimento è di 30 W, pari a circa -8,6%. Se questo rappresenti un buon risultato dipende dal contesto e dal livello dell’atleta. Per questo motivo il Delta % va sempre interpretato insieme al tipo di allenamento e confrontato con il proprio storico.

Per approfondire l’interpretazione del Delta % e conoscere i riferimenti per atleti amatoriali, evoluti e professionisti, leggi l’articolo: Power Profile e Durability: come leggere la prestazione sotto fatica.


Domande Frequenti.

Come interpreto correttamente la Durability?

  • quanto il Power Profile sotto fatica si discosta dalla curva Fresh;
  • quali MMP mostrano il maggiore decadimento;
  • se il comportamento è coerente con il tipo di allenamento o di gara;
  • come è stato accumulato il lavoro, osservando la telemetria e il tempo trascorso sopra la Critical Power.

Quando il dato è affidabile?

Per valutare correttamente la Durability è necessario che, dopo aver raggiunto una determinata soglia di lavoro (1000, 2000 o 3000 kJ), l’atleta esegua uno o più sforzi realmente massimali.

Se, ad esempio, dopo 2000 kJ l’allenamento prosegue solo a ritmo costante, non sarà possibile valutare come quella durata si comporta sotto fatica. In questi casi il confronto ha un valore limitato e deve essere sempre interpretato nel contesto della seduta.

Quale durata di MMP devo guardare?

Non esiste una durata più importante delle altre. L’analisi deve concentrarsi sugli MMP realmente espressi durante l’allenamento o la gara e, soprattutto, sulle durate più vicine al modello di prestazione dell’atleta.

Ad esempio, se l’atleta ha affrontato una salita al massimo di 5 minuti, sarà questa la durata più significativa da osservare. Se invece ha sostenuto uno sforzo massimale di 20 minuti, il confronto dovrà concentrarsi su quel segmento. Più la durata analizzata è rappresentativa delle richieste della gara, più l’interpretazione della Durability sarà utile per guidare allenamento e performance.

Perché mancano alcune curve o alcuni MMP sotto fatica?

È normale. Se un allenamento termina prima di raggiungere i 2000 o 3000 kJ, saranno disponibili solo le curve corrispondenti alle soglie raggiunte.

Anche quando una soglia viene raggiunta, il relativo Power Profile può contenere solo alcune durate. CoachPeaking registra infatti solo i Mean Maximal Power (MMP) realmente espressi durante quella seduta. Le durate mancanti verranno completate progressivamente con allenamenti e gare successive.

Se faccio un’uscita aerobica ha senso osservare la Durability?

Sì. Un’uscita aerobica di lunga durata può essere molto utile per valutare la capacità di mantenere la prestazione sotto fatica, anche se difficilmente produrrà MMP realmente massimali sulle durate più brevi.

In questi casi è più utile osservare le durate lunghe, ad esempio 30 e 60 minuti, verificando quanto la prestazione rimanga stabile con l’accumulo della fatica. Ad esempio, un valore sui 60 minuti registrato nell’ultima ora molto simile a quello della prima ora è un buon indicatore di Durability.

Come interpretare le soglie di lavoro?

Le soglie di 1000, 2000 e 3000 kJ rappresentano una quantità di lavoro accumulato, non una durata fissa. Come riferimento pratico:
1000 kJ ≈ 1 ora di attività;
2000 kJ ≈ 2 ore;
3000 kJ ≈ 3 ore.

Si tratta però di valori indicativi. Il tempo necessario per raggiungere una soglia dipende dalla potenza sviluppata: più watt vengono prodotti, più rapidamente si accumulano i kJ. Per questo motivo la Durability viene misurata in funzione del lavoro accumulato e non del tempo trascorso.

Conclusione

Errori comuniInterpretazioni corrette
Confrontare prestazioni non massimaliConfronta solo MMP realmente massimali, sia da fresco sia dopo la soglia di lavoro.
Guardare solo il Delta %Il Delta va interpretato insieme alla soglia di lavoro, alla durata analizzata e al contesto dell’allenamento.
Confrontare atleti diversiIl riferimento migliore è sempre il proprio storico, non i valori di altri atleti.
Ignorare il contesto della sedutaGli stessi kJ possono essere accumulati con intensità molto diverse e produrre livelli di fatica differenti.
Valutare una sola seduta


La Durability acquista significato osservando l’evoluzione nel tempo attraverso allenamenti e gare.

La Durability non è un numero da leggere, ma una metrica da interpretare. Il suo valore nasce dal confronto tra prestazioni massimali, dal contesto in cui sono state ottenute e dalla loro evoluzione nel tempo.

Se vuoi approfondire cos’è la Durability e capire perché rappresenta una delle dimensioni più importanti della performance moderna, continua con l’articolo link: Durability nel ciclismo: cos’è, come si misura e perché conta.