TID – training intenisty distribution

TID – training intenisty distribution

20 Maggio 2026 Metodologia dell'allenamento 0

I modelli di allenamento

Introduzione al Modello di Analisi

La valutazione della Training Intensity Distribution (TID) è un processo fondamentale per la comprensione dello stimolo fisiologico indotto dall’allenamento. Storicamente, questa analisi si è basata sulla distribuzione del volume (tempo) in tre zone di intensità: Zona A (bassa intensità/aerobica), Zona B (zona di transizione/soglia) e Zona C (alta intensità/anaerobica). Il nuovo sistema di classificazione di Coach Peaking automatizza questo processo attraverso un algoritmo deterministico che analizza la morfologia della sessione e ne valida la struttura.

Metodologia e Fonti

L’algoritmo opera seguendo una gerarchia logica precisa. Il primo criterio di analisi è volumetrico: il software esamina il tempo trascorso nelle zone per identificare la macro-area di appartenenza. Successivamente, per determinare la specificità della sessione, interviene un parametro di validazione denominato index.

Questo indice riprende la metodologia matematica proposta dalla letteratura scientifica di settore (Treff et al., 2019) riguardante la quantificazione della polarizzazione. Nel nostro modello, l’index non è il solo parametro di classificazione, ma funge da strumento di precisione per confermare o declinare l’appartenenza di una sessione a una determinata morfologia (es. Polarizzato vs Ibrido).

Definizione delle Classi di Allenamento

Ogni sessione viene processata e assegnata a una classe specifica in base alla distribuzione dei volumi:

  • Aerobico: identifica sessioni caratterizzate da un volume confinato quasi esclusivamente nella ZONA A. Rappresenta ritmi al di sotto di LT1, come il fondo lento o il recupero attivo, dove l’impatto metabolico delle zone superiori è assente o trascurabile. All’interno di questa categoria, l’algoritmo distingue due sottoclassi per l’analisi della precisione:

Aerobico tendente a… (ZB o ZC): questa dicitura identifica sessioni che, pur rimanendo a predominanza aerobica, presentano una quota di lavoro nelle zone superiori che l’algoritmo rileva come significativa, ma non sufficiente a cambiare la macrocategoria. Ad esempio, un “Aerobico tendente a Soglia” segnala un allenamento aerobico che ha toccato ritmi di soglia in modo sporadico, fornendo un feedback utile sulla precisione dell’intensità mantenuta

  • HIT (High Intensity Training): Definisce sessioni in cui la ZONA C assume un ruolo dominante nella struttura del lavoro o raggiunge volumi critici tali da caratterizzare l’intera seduta (tipico di competizioni o allenamenti intervallati ad alta intensità).
  • Soglia (Threshold): Identifica lavori focalizzati sulla ZONA B (ritmi medi o sweet spot o comunque compresi tra LT1 e LT2). L’algoritmo valida questa classe verificando che lo stimolo rimanga confinato nel dominio della soglia senza eccedere verso l’alta intensità.
  • Polarizzato: Descrive una distribuzione a “V”, dove il volume è concentrato agli estremi (Zona A e Zona C), minimizzando il tempo trascorso nella zona di transizione (Zona B). La validazione di questa classe richiede un differenziale netto tra la ZC e la ZB.
  • Piramidale: Identifica una struttura “a gradini” dove il volume decresce costantemente all’aumentare dell’intensità (ZA > ZB > ZC). Per essere classificata come tale, la sessione deve presentare una componente di Zona A significativa a supporto della struttura; in assenza di una base aerobica solida, il carico non viene considerato piramidale ma riclassificato in base alla dominanza delle zone superiori.
Morfologia delle classi di allenamento.
Figura 1 Morfologia delle classi di allenamento. Il grafico illustra la distribuzione percentuale del volume nelle tre zone di intensità (ZA, ZB e ZC) per le cinque classi primarie. La linea di tendenza evidenzia visivamente le strutture geometriche che le caratterizzano: dal dominio della bassa intensità nell’Aerobico , al tipico andamento a “V” del Polarizzato , fino alla decrescita a gradini del modello Piramidale.

Parametri di Qualificazione: “Marcato” e “Ibrido”

Per descrivere con maggiore accuratezza la natura dei dati, l’algoritmo utilizza degli aggettivi qualificativi:

La dicitura “Marcato”

L’aggettivo “Marcato” viene associato a una macro-classe (es. Polarizzato Marcato) quando la sessione presenta una elevata coerenza interna. Questo significa che sia la ripartizione del tempo nelle zone, sia il valore dell’index, mostrano un allineamento netto con il modello teorico di riferimento. La dicitura indica che la struttura della sessione è definita in modo inequivocabile dai parametri matematici.

Il modello di allenamento “IBRIDO”

La classificazione “Ibrido” (o “Ibrido tendente a…”) viene utilizzata per descrivere sessioni in cui le intensità sono distribuite in modo misto, senza una singola dominanza volumetrica o morfologica.

  • È importante sottolineare che un allenamento Ibrido non costituisce un errore di esecuzione. Al contrario, descrive sessioni multifattoriali (come un fartlek, un’uscita in gruppo variata o un lavoro combinato) che per loro natura ricercano uno stimolo non confinato in una singola classe pura.
  • La dicitura “Tendente a…” indica che la sessione presenta caratteristiche vicine a un modello specifico (es. Piramidale), pur mantenendo una componente di intensità mista che la colloca in un’area di transizione.

Analisi della Compliance: Assegnato vs Eseguito

L’integrazione di questo algoritmo su CoachPeaking permette un confronto analitico tra la programmazione (allenamento assegnato) e la realtà del campo (allenamento eseguito). Questo confronto si articola su due livelli:

  1. Confronto Categoriale: Verifica se la classe dell’allenamento eseguito corrisponde a quella programmata dal coach. Ad esempio, permette di osservare se una sessione prevista come Aerobica è stata effettivamente mantenuta tale o se è stata trasformata in una Soglia.
  2. Confronto Numerico (Index): L’index fornisce un dato quantitativo sulla precisione dell’esecuzione. Confrontando l’index dell’Assegnato con quello dell’Eseguito, è possibile misurare quanto l’esecuzione reale si sia avvicinata alla “purezza” dello stimolo ricercato inizialmente.

Uno degli aspetti più utili nella pratica quotidiana è la possibilità, per il coach, di conoscere già in fase di programmazione quale sarà l’impatto fisiologico della sessione e a quale modello di allenamento essa appartiene. Se il singolo allenamento ha il suo peso, ancora più rilevante è la lettura del microciclo settimanale: è a questa scala che si manifesta la reale distribuzione dello sforzo nelle tre zone fisiologiche, e quindi la coerenza tra la strategia pianificata e ciò che l’atleta ha effettivamente prodotto.

Questo sistema offre a coach e atleti uno strumento di analisi oggettivo: non si limita a valutare la quantità del lavoro svolto, ma verifica se l’intento fisiologico della sessione è stato rispettato e con quale grado di precisione strutturale, fornendo una base solida per il debriefing e la programmazione futura.

Figura 2 Analisi della Compliance: Assegnato vs Eseguito. Il grafico mostra il confronto analitico tra l’allenamento programmato e l’eseguito.

Note bibliografiche:

  • Treff, G. et al. (2019). A Mathematical Approach to Quantify Training Polarization: The Polarization Index. Frontiers in Physiology.